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Il passare dei secoli

 

Il passare dei secoli nel Battistero

 

Il Battistero, come abbiamo detto, rimase sempre operante e con un ruolo centrale nella vita della Roma cristiana. Basti pensare che era parte integrante del complesso del Laterano e della residenza dei Pontefici; nel 1347, durante il periodo avignonese, qui, proprio nel Battistero, il giovane Cola di Rienzo si pose a capo del popolo di Roma.

Durante il Medio Evo non furono intrapresi grandi lavori per il nostro Battistero, ma qui furono posizionati elementi provenienti dalla Basilica o dal palazzo papale.

Al Medio Evo per esempio risalgono le porte bronzee della cappella di S. Giovanni Evangelista. Ma la loro collocazione originaria era alla sommità della Scala Santa, che conduceva i pellegrini al palazzo pontificio. Furono fatte eseguire da Cencio il Camerario, probabilmente Cencio Savelli,  futuro papa Onorio III, nel 1195.

Durante il pontificato di Anastasio IV (1153 – 1154), l’atrio del Battistero, con la sua doppia abside, divenne luogo di accoglienza e venerazione per le reliquie di alcuni martiri, e così le absidiole divennero rispettivamente la cappella dei santi Cipriano e Giustina, e la cappella delle sante Rufina e Seconda.

Alla fine del secolo XIII è databile la Madonna con Bambino oggi nota come ‘Madonna del Fonte’, che ammiriamo nella Cappella di San Venanzio.

Ma è con il Rinascimento e con il periodo barocco che si pose mano a rinnovare il Battistero con ogni sorta di decorazione.

Gregorio XIII (1572 – 1585), il cui  draghetto alato campeggia sul fonte battesimale, fece eseguire il magnifico soffitto ligneo della cappella di San Venanzio.

In particolare, furono i pontefici Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII a mettere qui all’opera gli artisti del Seicento. Gli affreschi all’interno dell’aula battesimale celebrano l’impegno profuso da Urbano VIII (1623 – 1644), come anche attestano le api della famiglia Barberini, sparse quasi dovunque nell’area del fonte.

La colomba dello stemma di Innocenzo X (1644 – 1655) figura ancora in questi affreschi, nella allegoria dell’Abbondanza e della Pace (1648), che credo celebri la fine della Guerra dei trent’anni.

Questo pontefice promosse contemporaneamente la grande riedificazione della Basilica Lateranense.

Lo stemma di Alessandro VII (la stella sui monti) decora l’esterno della sommità del Battistero.

A causa dell’importanza del sito e della sua particolare natura, il barocco entrò in maniera garbata nel Battistero, senza alterarne le strutture classiche e senza sostituirle, ma limitandosi a decorarle con voli di angeli e puttini, finte scenografie e illusioni pittoriche. Gli elementi antichi e medievali vengono così assunti in una nuova visione dello spazio, secondo il gusto barocco che tutto trasforma in scenario, come in una grande rappresentazione teatrale.

Un esempio grazioso è nella cappella delle martiri Rufina e Seconda, ove due finestrelle si affrontano nell’abside concava; dall’una, la Vergine Maria, con sembianze popolari e familiari, offre allo spettatore il bambino Gesù, dall’altra San Filippo Neri indica la Madonna a due fanciulli.

La storia del Battistero conosce una nuova svolta con il pontificato di Paolo VI. Questi promosse nel 1967 grandi restauri che riportarono alla luce e misero in mostra le terme sottostanti e le varie fasi della storia dell’edificio. Una nuova pavimentazione e una sobria decorazione dell’area del fonte (cervi di bronzo e formelle cristologiche aperte sugli scavi) completarono l’opera.

Nel 1976 il Battistero fu aperto ai visitatori e designato come sede parrocchiale di S. Giovanni in Laterano.

 

Parrocchia dei SS. Salvatore e Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano - Piazza San Giovanni in Laterano 4 - 00184 ROMA